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Factor investing

 

L’approccio gestionale factor investing sviluppato in proprio da BNP Paribas Asset Management ha raggiunto 11 miliardi di euro in gestione (dati a fine giugno 2018) in questo settore, un traguardo raggiunto grazie all’esperienza acquisita dai team di gestione a partire dal 2008, nonché al sostegno di ricerche accademiche condotte nel lungo periodo.

  • L’investimento fattoriale – o factor investing – è un approccio gestionale che consente di selezionare azioni e obbligazioni in base a criteri che si sono dimostrati in grado di creare valore in modo stabile in un orizzonte di lungo periodo
  • I nostri modelli di gestione quantitativa ci consentono di costruire portafogli selezionando i titoli in base a quattro fattori o stili di gestione, imperniati sui fondamentali di bilancio delle imprese (Quality & Value) e su dati empirici (Low Volatility & Momentum)
  • Un approccio sistematico e trasparente come il factor investing consente di superare le distorsioni cognitive permettendo, quindi, un migliore controllo del rischio e delle performance

 

Tutte le decisioni che prendiamo come individui comportano spesso una parte di irrazionalità che deriva, in particolare, dal ruolo che le nostre emozioni giocano sul modo in cui percepiamo l’ambiente che ci circonda e nella valutazione dei diversi scenari possibili. Un modello di valutazione influenzato da fattori emotivi – o potremmo dire intuitivi – allontanandoci dal rigore della logica, può risultare fuorviante in alcune situazioni. La psicologia parla di distorsioni cognitive.

L’esistenza di tali distorsioni influenza direttamente il nostro modo di pensare e di effettuare delle scelte, anche quando si tratta di prendere delle decisioni d’investimento.

Per superare tali distorsioni, abbiamo sviluppato diversi approcci gestionali puramente sistematici, basati sull’impiego di modelli quantitativi che consentono di costruire dei portafogli selezionando i titoli in base a determinati fattori.

Questi fattori corrispondono a criteri oggettivi, come la volatilità o i dati finanziari, che permettono di costruire portafogli che – secondo le ricerche accademiche – presentano un rapporto tra rischio e rendimento più interessante rispetto agli indici tradizionali. Parliamo in questo caso di investimento fattoriale o factor investing.

I fattori: verso un approccio più sistematico all’investimento

Il factor investing è assimilabile ai più importanti stili di investimento utilizzati dai gestori discrezionali, tuttavia l’impiego di una metodologia sistematica consente sia di eliminare la componente soggettiva insita nelle analisi condotte dall’uomo sia di analizzare in maniera efficiente e omogena universi di investimento formati da diverse centinaia, o persino migliaia, di titoli.

I 4 fattori che abbiamo scelto di impiegare sono associati a dei concetti ben definiti, giustificati da motivazioni economiche e complementari: Quality, Value, Low-Risk, Momentum.

L’investimento fattoriale: un nuovo approccio della gestione di portafoglio

Il factor investing, e in generale l’approccio smart-beta, costituiscono il punto d’incontro di tre grandi tipologie di gestione:

  1. la gestione indicizzata, basata sull’impiego di regole di costruzione prestabilite e trasparenti
  2. la gestione discrezionale, finalizzata alla ricerca dei vettori di performance a lungo termine e di fattori giustificati dalla logica economica
  3. la gestione quantitativa, per l’utilizzo di tecniche quantitative che offrono diversi vantaggi:
  • obiettività delle decisioni di investimento
  • possibilità di valutare l’evoluzione dei fattori su base storica
  • la capacità di operare in universi di investimento ampi
  • la possibilità di calibrare il rischio con precisione

L’approccio fattoriale è in grado di offrire un’esposizione efficace, trasparente e sistematica ai fattori che generano la performance sui mercati finanziari e rappresenta quindi un approccio particolarmente efficiente nel quadro del processo di selezione dei titoli sia nei mercati azionari sia nei mercati obbligazionari (titoli di Stato e obbligazioni societarie).

Le strategie d’investimento fattoriale

Strategia Low Volatility Strategia Guru ™ Strategia DEFI
L’approccio d’investimento Low Volatility si concentra su un solo fattore per effettuare la selezione azionaria. Questo fattore si riferisce a un fenomeno controintuitivo noto come anomalia della bassa volatilità: numerosi studi hanno riscontrato che il rischio non è adeguatamente compensato sui mercati azionari e che una selezione delle azioni meno rischiose tende, in media, a offrire nel lungo periodo un rendimento più elevato in rapporto al rischio. Questa strategia punta a ridurre la volatilità (o rischio) del portafoglio e a limitare l’impatto delle flessioni di mercato, consentendo al contempo agli investitori di trarre profitto dalle fasi di rialzo. La strategia d’investimento GURU™ può essere definita come un approccio a elevato livello di convinzione basato su tre fattori fondamentali: Quality, ovvero la solidità delle imprese, Value, cioè la convenienza delle quotazioni, e Momentum, vale a dire i trend di mercato. Questa metodologia d’investimento si ispira alle tecniche che sono state sviluppate e impiegate dai più famosi esperti dei mercati finanziari per quasi un secolo, da cui il nome GURU™. La selezione dei titoli segue un metodo cosiddetto best-in-class, che consiste nel classificare le azioni in base ai tre fattori citati, selezionando poi quelle che presentano il migliore punteggio complessivo. L’approccio DEFI (Diversified Equity Factor Investing) è una strategia d’investimento multi-fattoriale che si basa su quattro fattori chiave: Quality, ovvero la solidità della società, Value, la convenienza delle quotazioni, Momentum, i trend di mercato e infine Low Volatility, cioè la bassa volatilità. La specificità di tale approccio consiste nell’offrire un’esposizione al rischio bilanciata, attraverso un’equa distribuzione dei rischi tra i quattro fattori citati, e nel consentire, al contempo, un severo controllo dei principali parametri di rischio del portafoglio: il fattore beta e il tracking error.

 

 

Il valore degli investimenti e i proventi da essi generati possono sia diminuire sia aumentare ed è possibile che gli investitori non recuperino il loro esborso iniziale.