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Investment Outlook: “Cambio di regime”

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December 5, 2018
 

Un’analisi della situazione economica e le previsioni per le varie tipologie di attivo per il 2019

– Investment Outlook 2019 –

La volatilità pare destinata a ripresentarsi sui mercati finanziari nel corso del 2019, poiché l’umore degli investitori sarà ancora offuscato da alcuni fattori già noti: le tensioni per i commerci internazionali, le turbolenze di natura geopolitica e l’inversione di rotta delle politiche monetarie, indirizzate verso un rialzo dei tassi di interesse. Tuttavia, al di là di questi aspetti, è verosimile prevedere un vero e proprio cambio di regime sui mercati finanziari. Infatti, due lunghe fasi positive – il rialzo trentennale delle obbligazioni e il decennio di ascesa dei titoli azionari statunitensi – paiono alle battute finali, mettendo fine alla correlazione tra queste tipologie di attivo oramai consueta per molti investitori.

Allocazione degli attivi: le previsioni per il 2019

Per quanto riguarda le previsioni in materia di allocazione degli investimenti, riteniamo che gli attivi a rischio possano subire la pressione del rialzo del tasso risk-free, anche se vi dovrebbero essere ancora dei margini per un ulteriore apprezzamento delle azioni. A nostro avviso, la spinta favorevole riconducibile alla solidità degli utili societari e alla dinamica di espansione dell’economia – soprattutto negli USA – dovrebbero prevalere sui timori per la stretta monetaria, anche a fronte di un’inflazione in graduale aumento e di una crescita più lenta ma ancora solida.

Privilegiamo una posizione neutra nel comparto azionario, da adottare in Europa prima che negli USA, poiché nel Vecchio Continente le quotazioni paiono più interessanti.

Abbiamo optato, invece, per un sottopeso sul mercato obbligazionario. La nostra attenzione si concentra sull’area dell’euro, dato che la BCE si sta allineando con la Federal Reserve, inasprendo la politica monetaria alla luce della minore necessità delle misure di sostegno delle banche centrali.

Analogamente, preferiamo una posizione sottopesata nel debito high-yield, in particolare negli Stati Uniti, mentre in Europa, il ciclo pare più favorevole. L’incremento dei tassi di interesse potrebbe causare problemi nei mercati delle obbligazioni societarie. Negli ultimi anni, infatti, è aumentato il ricorso alla leva finanziaria e i tassi di interesse più elevati metteranno sotto pressione le società fortemente indebitate. Tali pressioni potrebbero essere accentuate dal fatto che il ciclo economico si trova nella fase finale: quindi dovrebbe essere solo questione di tempo prima che i timori per la crescita spingano gli investitori a privilegiare i titoli di Stato rispetto al debito delle società.

Per quanto riguarda i paesi emergenti, il rafforzamento del dollaro (USD) sulla scia del rialzo dei tassi di interesse e delle misure protezionistiche negli USA potrebbe innescare la volatilità su questi mercati e mettere a repentaglio la performance ma, nel complesso, le prospettive economiche sono ampiamente favorevoli, e questo giustifica una valutazione positiva a lungo termine. Anche in questo caso, come per tutte le altre tipologie di attivo, prevediamo che il 2019 sarà un anno favorevole alle operazioni tattiche di breve termine e al cosiddetto asset picking, cioè ad una selezione oculata di investimenti da parte di gestori capaci di realizzare degli extra-rendimenti.

Quali sono le prospettive economiche per il 2019?

L’economia degli Stati Uniti continuerà a beneficiare degli sgravi fiscali e degli stimoli di bilancio nel 2019. Le previsioni prevalenti puntano su una crescita del PIL del 2,6% nel 2019 e dell’1,9% nel 2020. L’economia USA sta crescendo a buon ritmo e l’inflazione è modesta (consentendo un graduale incremento dei tassi da parte della Federal Reserve), e pertanto una recessione sembra un’ipotesi abbastanza remota.

Per quanto riguarda le altre economie mondiali, una recessione pare ancora meno probabile nei paesi sviluppati. La ripresa nell’eurozona è stata graduale e la crescita del PIL si colloca ancora su livelli più bassi rispetto a quelli precedenti alla crisi finanziaria globale. Inoltre, l’inflazione rimane decisamente inferiore all’obiettivo della BCE e vi sono ancora margini di capacità inutilizzata nell’economia.

L’espansione del PIL della Cina potrebbe rallentare attestandosi su un modesto 6% nel 2019, tuttavia continuerà a contribuire alla crescita mondiale, specialmente nell’Asia emergente. Nondimeno, il rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti potrebbe mettere sotto pressione i paesi emergenti, a causa dell’ulteriore rafforzamento del dollaro.

Leggi il nostro Investment Outlook per il 2019

Approfondisci le nostre prospettive d’investimento per il 2019 – documento in inglese

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