L’asset manager per un mondo che cambia
BNP PARIBAS ASSET MANAGEMENT - Finance 2 1440x300
  • Home
  • Italia nel secondo trimestre

Italia nel secondo trimestre

Focus aree geografiche

BNP Paribas Asset Management
 

Diminuiscono le turbolenze sui mercati, ma il rischio a breve termine rimane.

 

Negli scorsi mesi, i mercati finanziari hanno trovato un compromesso con la nuova realtà politica italiana.

Le turbolenze che sono derivate dalla difficile e lunga fase che ha portato alla formazione del nuovo governo hanno determinato un significativo ampliamento dello spread dei BTP rispetto ai titoli di stato dei paesi “core”. Lo spread dei rendimenti italiani a 10 anni rispetto ai bund tedeschi si è più che duplicato dal minimo di quest’anno di 113 punti base a fine aprile, raggiungendo 290 punti base a fine maggio, prima di assestarsi intorno a 240 punti base alla fine del secondo trimestre.

 

I partiti della coalizione sono in conflitto sui requisiti di bilancio

Rimangono una serie di sfide e rischi per il futuro, che potenzialmente peseranno ulteriormente sulle obbligazioni italiane. Il nuovo governo ha un’agenda aggressiva per l’allentamento fiscale, che contrasta con le regole fiscali dell’UE, e una forte posizione sull’immigrazione, che molto probabilmente a breve porterà a un confronto con la Commissione europea. All’interno della coalizione, i due partiti hanno differenti elettorati e requisiti di bilancio, che fanno sorgere alcuni dubbi sulla durata dell’attuale governo.

Al contempo, l’economia sta rallentando e, con questo nuovo governo che probabilmente non si concentrerà su riforme strutturali per risolvere i problemi di lungo termine dell’Italia relativi al basso potenziale di crescita e all’alto debito pubblico, la prospettiva del deterioramento delle finanze pubbliche comporta una crescente possibilità di un declassamento del credito sovrano.

Al momento, il debito italiano è di due livelli superiore ai titoli non-investment grade. Il declassamento al livello inferiore potrebbe innescare un circolo vizioso tra rischio sovrano e stabilità del settore finanziario, che porterebbe i rendimenti italiani a offrire un premio per il rischio ancora più alto.

 

Finanziamenti a breve termine più gestibili

Ci sono delle differenze significative tra la situazione attuale e la crisi del debito sovrano europeo del 2010-2012. L’Italia è passata da un deficit a un surplus delle partite correnti, che suggerisce un eccesso di risparmio invece di un eccesso di esigenze di finanziamento. Inoltre, il Ministero del Tesoro ha beneficiato dei bassi tassi di interesse ed esteso la scadenza della propria offerta obbligazionaria. Infatti, la scadenza media del debito pubblico italiano è salita a quasi sette anni.

Gli acquisti della BCE implicano che il debito pubblico è in gran parte detenuto dall’Eurosistema e dagli investitori locali, rendendo il mercato obbligazionario italiano meno sensibile alla pressione di vendita internazionale. Il PIL è cresciuto costantemente, anche se lentamente, dal 2014 e il deficit è minore, rendendo le necessità di finanziamento a breve termine del paese molto più gestibili.

 

La situazione politica rimane difficile

Ad ogni modo, la situazione politica è ora molto più complicata. Mentre l’ondata populista, anti-establishment e anti-immigrazione non è limitata all’Italia, si potrebbe sostenere che l’Italia  non abbia sfruttato il momento e le condizioni finanziarie favorevoli offerte dall’allentamento quantitativo della BCE per riformare la propria economia, il che rende difficile per gli altri paesi dell’eurozona che hanno intrapreso delle pesanti riforme offrire in futuro un’ancora di salvataggio finanziaria all’Italia, se dovesse essere necessario.

Crediamo che esistano diversi rischi a breve termine che, probabilmente, saranno centrali per i mercati finanziari e l’economia italiana.

 

Disciplina fiscale – retorica fine a sè stessa o no?

Per prima cosa, gli investitori cercheranno maggiori informazioni e chiarezza sulle politiche economiche e fiscali del governo. Finora, il ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria ha mandato messaggi rassicuranti ai mercati, ovvero (i) il governo non proverà a lasciare l’euro, (ii) il bilancio del 2019 rimarrà in linea con gli obiettivi di riduzione del debito e del deficiti e (iii) lo stato dovrebbe ripagare i suoi debiti alle aziende “in tempo e in denaro” (distanziandosi quindi dall’idea di una valuta parallela/mini BOT).

Non è però ancora chiaro se queste dichiarazioni siano semplicemente una retorica rassicurante, ma fine a sé stessa, per guadagnare tempo in risposta alle pressioni dei mercati. Vedremo nel bilancio del 2019 (da presentare entro settembre/inizio ottobre) se il governo ammorbidirà effettivamente il proprio approccio radicale e sosterrà il suo programma di allentamento fiscale con misure di finanziamento compensative forti e credibili.

 

Le elezioni anticipate rimangono sullo sfondo

In secondo luogo, non è ancora chiaro quanto questo governo di coalizione possa resistere. Crediamo che, in seguito all’evoluzione dei sondaggi di opinione sui due partiti, le elezioni anticipate rimangano un’ipotesi da non scartare. Sulla base dei sondaggi recenti, la popolarità del M5S rimane alta, mentre il supporto per la Lega è in aumento. Matteo Salvini (ministro degli interni e leader della Lega) sembra beneficiare della posizione anti-immigrazione più severa. La Lega, secondo i sondaggi, ha visto crescere costantemente i propri consensi dalle elezioni dello scorso marzo e Salvini potrebbe riconsiderare la sua candidatura come primo ministro in una coalizione di centro-destra con Forza Italia.

In uno scenario alternativo, M5S e Lega potrebbero rimanere sulle loro posizioni conflittuali su finanze pubbliche e immigrazione e decidere insieme di tornare alle urne come coalizione in un tentativo di rafforzare il proprio ruolo politico e incrementare il potere contrattuale con le autorità europee. In quel caso, le nuove elezioni sarebbero percepite dagli investitori come un prossimo referendum sull’UE e, probabilmente, farebbero aumentare lo spread BTP-Bund oltre i 300 punti base.

 

Conflitto – ma spazio per un compromesso

Di base, crediamo che il rapporto tra il governo e l’Europa sia destinato a diventare più conflittuale nei prossimi mesi, ma che rimanga lo spazio per un compromesso. Il governo probabilmente non implementerà del tutto i programmi economici e fiscali esposti a maggio. L’allentamento fiscale sarà probabilmente messo in atto gradualmente e sostenuto da misure di finanziamento più esplicite.

Percependo che gli italiani sono stanchi dell’austerità e della mancanza di progressi economici, le autorità europee potrebbero essere favorevoli a offrire all’Italia una certa flessibilità per ridurre il deficit di bilancio allo 0,8% nel 2019.

Infine, è improbabile che il governo cerchi di uscire dell’UE, a causa delle severe conseguenze finanziarie ed economiche e del fatto che la maggior parte degli italiani rimane favorevole all’euro. Secondo un sondaggio pubblicato da Il Corriere della Sera a metà giugno, nonostante la fiducia nell’Unione europea sia generalmente diminuita, la maggioranza degli italiani in un referendum voterebbe di rimanere nell’UE (55%) o nell’euro (49%).

 

Sondaggi di opinione in Italia

Italy opinion polls

Fonte: sondaggi di opinione aggregati, Macrobond, BNP Paribas, al 31 maggio 2018

 

Questo articolo è un estratto dell’Inflation Linked Bond quarterly outlook per il terzo trimestre 2018

Sullo stesso argomento: