L’asset manager per un mondo che cambia
people_world_mask_coronavirus_finance_1440x300
  • Home
  • La qualità dei titoli resta la nostra stella polare nella volatilità

La qualità dei titoli resta la nostra stella polare nella volatilità

Coronavirus, Ultime notizie

BNP Paribas Asset Management
 

La scorsa settimana i mercati hanno dovuto fare i conti con due importanti shock esogeni: la diffusione del COVID-19 e il crollo dei prezzi del petrolio. Shock di questo tipo per l'economia globale sono rari. Due shock enormi e non connessi che arrivano a pochi giorni l'uno dall'altro rappresentano un evento senza precedenti.

 

Dopo aver inizialmente ritenuto la diffusione del COVID-19 come una temporanea turbativa degli utili, il 12 marzo la reazione nei mercati finanziari si è trasformata in una caccia alla liquidità in piena regola.

La volatilità è nettamente aumentata nei mercati azionari. Il 13 marzo, l’indice S&P 500 è cresciuto del 9,3% dopo essere sceso del 9,5% il giorno precedente. Si tratta dei maggiori movimenti giornalieri dell’indice dall’ottobre 1987.

La velocità e l’entità delle vendite nei mercati azionari registrate la scorsa settimana sono state senza precedenti. Alla data del 13 marzo, l’indice S&P 500 aveva ceduto il 19,9% dal suo massimo del 19 febbraio. I premi per il rischio negli spread del credito sono passati dai minimi di ciclo a livelli prossimi alla recessione. Non ci sono precedenti per un sell-off così rapido nei mercati azionari (si veda la tabella qui sotto).

 

Crolli dello S&P 500 superiori (o prossimi) al 20% dal 1987

Crollo Data del crollo Tempo dal massimo al minimo Tempo di recupero del massimo precedente
-19.9% 13/03/2020 18 giorni ?
-19.8% 24/12/2018 66 giorni 80 giorni
-56.8% 09/03/2009 355 giorni 1021 giorni
-49.1% 09/10/2002 638 giorni 1165 giorni
-33.2% 19/10/1987 39 giorni 446 giorni

Fonte: BNP Paribas Asset Management, al 13 marzo 2020

 

Ripercorriamo gli eventi recenti sui mercati finanziari

Le valutazioni sui mercati finanziari sono state scosse dalla prospettiva di una brusca frenata dell’economia globale associata a uno shock sui prezzi del petrolio.

Sembra che i mercati stiano prezzando lo scenario peggiore, che considera una recessione globale, la chiusura di grandi aree urbane in diversi paesi e una grave stretta creditizia. A un certo punto, gli investitori si renderanno conto che le vendite sono andate troppo oltre, integrando eventi estremi, e reagiranno.

Al momento in cui scriviamo – la mattina del 16 marzo – sta diventando sempre più chiaro che lo shock dovuto al COVID-19 porterà negli Stati Uniti, come ha già fatto altrove, a una paralisi delle normali attività di imprese e cittadini. Da questo punto di vista, non si può comparare né con la crisi del 2008-2009 (che ha inciso principalmente sul sistema finanziario e sui mercati immobiliari) né con lo shock del prezzo del petrolio del 1973.

Si registrerà una forte contrazione dell’attività economica. L’intensità e la durata della fase acuta del COVID-19 determineranno la misura in cui l’attività economica si contrarrà. La successiva ripresa dipenderà principalmente dalla ripresa della fiducia delle famiglie e delle imprese. Ci aspettiamo che i policymaker annuncino ulteriori misure nei prossimi giorni per proteggere il sistema economico.

Il 15 marzo, la Federal Reserve (Fed) ha annunciato un pacchetto di misure straordinarie che prevedono una riduzione di 1 punto percentuale dei tassi d’interesse, portandoli nella fascia 0,00-0,25%. Inoltre, la Fed avvierà un programma di acquisto titoli di 700 miliardi di USD, portando il suo bilancio a 5.000 miliardi di USD, ben al di sopra dei 4.500 miliardi con i quali aveva raggiunto il picco alla fine del precedente programma di quantitative easing.

Le banche centrali sono ben consapevoli del fatto che lo shock negativo causato dal coronavirus è una crisi di natura sanitaria e non può essere risolto da una politica monetaria espansiva.

Politiche sanitarie e fiscali draconiane sono strumenti migliori della politica monetaria nell’affrontare la situazione attuale. Ma, in questa emergenza, le banche centrali stanno facendo tutto il possibile per limitare i rischi per il sistema finanziario e fare in modo che l’inevitabile contrazione dei flussi di cassa non inneschi una crisi finanziaria che aggraverebbe la recessione.

 

Posizionamento e strategie dei nostri portafogli azionari

Ci è chiaro che il COVID-19 avrà un impatto drammatico sull’economia globale e ha aumentato il rischio di una recessione globale. Rappresenta uno shock negativo sia per l’offerta che per la domanda, il che significa che non esiste una soluzione facile per i policymaker a livello globale.

I mercati finanziari tendono a guidare l’economia globale. Le migliori opportunità di acquisto si presenteranno quando gli investitori, scoraggiati, avranno abbandonato le speranze. Teniamo a mente che i mercati azionari tendono a precipitare ben prima delle recessioni e del ribasso, prima che le conseguenze sull’attività economica e sull’occupazione siano evidenti.

La rapidità senza precedenti con cui i mercati sono scesi e gli esiti estremi ora previsti offriranno inevitabilmente opportunità nei prossimi giorni. Il nostro obiettivo è aumentare le partecipazioni in titoli di qualità con free cash flow e basso indebitamento.

Prevediamo che vi saranno opportunità di acquisire titoli di qualità con valutazioni interessanti. I nostri team lavorano sinergicamente per seguire le valutazioni dei titoli che ci interessano nell’attuale contesto.

Al momento dell’ingresso in questa crisi, i nostri portafogli azionari avevano una marcata inclinazione verso un approccio “growth” e “quality” rispetto al “value”. Abbiamo cercato di investire in aziende prudenti con bilanci solidi. Finora questa strategia si è rivelata favorevole. Siamo fiduciosi che rimanga appropriata continuando a generare performance relative interessanti.


Questo contenuto è disponibile anche in versione podcast: Guy Davies, Chief Investment Officer, dialoga con Daniel Morris, Senior Investment Strategist, del mercato attuale e di come i nostri team azionari stanno affrontando l’elevata volatilità di mercato.

Ascolta il podcast su InvestorsCorner

 

Fonte: BNP Paribas Asset Management, 16 marzo 2020

 

Sullo stesso argomento: