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#SRI – I nostri oceani stanno annegando nella plastica

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La Giornata Mondiale degli Oceani, che si celebra l’8 giugno, riporta al centro dell’attenzione il tema dei rifiuti in plastica

A dicembre 2017, 193 paesi delle Nazioni Unite hanno firmato un accordo per eliminare la plastica dagli oceani, mentre il 5 giugno scorso la Giornata Mondiale dell’Ambiente si è focalizzata sulla lotta all’inquinamento causato dai rifiuti in plastica. Perché questa problematica sta attirando l’attenzione a livello globale?

8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani ogni anno. Ma come ci arrivano? I maggiori “colpevoli” dell’inquinamento oceanico sono i fiumi, che trasportano la plastica dai centri abitati fino al mare. 10 fiumi in particolare trasportano il 90% della plastica che finisce negli oceani: Niger, Nilo, Indo, Meghna, Brahmaputra, Gange, Amur, Hai He, Fiume Giallo, Fiume Azzurro, Fiume delle Perle e Mekong (Figura 1).

Figura 1

rivers carry plastic waste

Fonte: “Export of Plastic Debris by Rivers into the Sea”, Christian Schmidt, Tobias Krauth, & Stephan Wagner, Environmental Science & Technology (2017); https://www.unenvironment.org/interactive/beat-plastic-pollution/

 

Rifiuti in plastica: ridurre, riutilizzare, riciclare

Esistono diversi oggetti in plastica, ma i sacchetti per la spesa rappresentano forse l’esempio migliore. Ogni anno a livello mondiale vengono prodotte tra 500 e 1.000 miliardi di queste borse di plastica e meno del 5% di esse vengono riciclate. 80 milioni di tonnellate, ovvero la maggior parte di esse, sono fatte di polietilene, un materiale che impiega fino a un secolo per decomporsi.

Gli oggetti in plastica monouso – borse, cotton fioc, cannucce, bicchieri, coperchi, palettine, ecc. – possono arrivare a rappresentare fino al 95% dei rifiuti in plastica che attualmente inquinano non solo i nostri mari e sistemi idrici ma anche – a livello di microparticelle – l’aria che respiriamo. Essi minacciano quindi non solo il benessere di tutte le specie animali ma anche quello degli esseri umani.

Ecco alcuni esempi di prodotti monouso in plastica che usiamo ogni giorno elencati in base al materiale di cui sono composti (Figura 2):

  • polietilene tereftalato (PET) – bottiglie per l’acqua, dispenser, vassoi per i biscotti
  • polietilene ad alta densità (HDPE) – flaconi, bottiglie per il latte, sacchetti freezer, vaschette per il gelato
  • polietilene a bassa densità (LDPE) – borse, vassoi, contenitori, pellicole per alimenti
  • polipropilene (PP) – sacchetti per le patatine, piatti per microonde, coppette per il gelato, borracce
  • polistirene (PS) – posate, piatti, bicchieri
  • polistirene espanso (EPS) – imballaggi protettivi, tazze per bevande calde
Figura 2

single-use plastic products

Fonte: “Banning single-use plastic: lessons and experiences from countries”, UN Environment report (2018); https://www.unenvironment.org/interactive/beat-plastic-pollution/

 

Lotta contro l’inquinamento causato dalla plastica: il ruolo degli investitori

La necessità di agire velocemente contro l’inquinamento causato dalla plastica coinvolgerà principalmente le seguenti aree di attività:

  • servizi di riciclaggio
  • processi di riciclaggio
  • produzione di imballaggi innovativi

Le società che sono impegnate in questi settori dovrebbero trarre vantaggio dai notevoli investimenti previsti, rappresentando così delle opportunità interessanti per gli investitori che desiderano anche contribuire alla risoluzione delle problematiche ambientali, oltre a ricercare rendimento.

BNP Paribas Asset Management dedica una grande attenzione alle innovazioni che hanno il potenziale per rappresentare una svolta nella protezione dell’ambiente e osserva da vicino le società che generano tali innovazioni o che potrebbero beneficiarne.

Per saperne di più sull’inquinamento causato dalla plastica, clicca qui

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